La nostra  città      

 

 

 

 

 

Le origini della nostra città risalgono al IX sec., quando il gastaldo di Aquino Rodoaldo fece costruire a ridosso di un  ponte, su uno scoglio roccioso, un castello con cinta muraria e torre ancora esistente (attualmente torre campanaria della Cattedrale di S. Bartolomeo, edificata proprio sui ruderi dell'originario castello feudale). Intorno al castello si sviluppò un piccolo borgo che prese il nome proprio dal ponte, che era un pò curvo, da qui Ponte-curvo. Ma sullo stemma della nostra città è raffigurato un ponte con un corvo poichè intorno al 1100 un erede di Rodoaldo vendette all'abate Oderisio di Montecassino tutto il borgo. Il simbolo di Montecassino era il corvo e probabilmente proprio allora Pontecurvo divenne pontecorvo. Dal 1463 Pontecorvo costituì una "enclave" pontificia nel territorio del Regno di Napoli, divenendo nel 1806 principato napoleonico affidato a Bernadotte futuro Carlo XIV Re di Svezia. Tornò, con la restaurazione, alla Santa Sede, fino al 1860. Per la sua posizione geografica nella seconda guerra mondiale fu centro di aspri e continui combattimenti che seminarono distruzione e morte. La cittadina oggi appare ricostruita secondo criteri moderni, anche se restano testimonianze delle distruzioni subite e del doloroso tributo pagato dalla comunità durante il conflitto. Facilmente raggiungibile per via autostradale, la città rappresenta, per la sua posizione geografica, il punto di congiunzione tra la Ciociaria e la zona costiera del Circeo, che da qui si può raggiungere rapidamente. Accanto alle tradizionali coltivazioni dei peperoni, dei fagioli di S.Oliva , dell'uva, nel periodo francese fu introdotta a Pontecorvo la coltivazione del "tabacco moro". Testimonia l'operosità dei pontecorvesi anche la ultrasecolare lavorazione di oggetti in terracotta ed in particolare delle "cannate" (anfore con due manici con beccuccio per bere), tutte cotte al sole, tecnica pressochè unica in Italia.